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Il nostro #MilanoValencia è iniziato dieci giorni fa. Il 6 agosto – lasciata Arona – prima tappa di questo viaggio con Nicole fu proprio Genova. Che dai, babbo ti porta a pranzo in un bellissimo posto sul lungomare, a Nervi. Che qui vengo spesso a dormire quando ho impegni di lavoro. Che c’è un posto dove vado sempre a correre. Che però sta a Levante. Che in pratica sarebbe dalla parte opposta rispetto a quella dove siamo diretti noi. Che noi per avvicinarci alla Francia dobbiamo andare a Ponente. Però dai, abbiamo tutto il tempo. Facciamo un bagno in un […]

Prima che tutto cambiasse


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Nel bel mezzo di una cena tra amici, sotto il palco di un indimenticabile concerto rock, nel vivo di un dj set o durante un tranquillissimo aperitivo sulla spiaggia. Ma poi anche una sera in un vecchio pub o seduto al bancone di un elegante cocktail bar o al tavolo di una tipica osteria o della migliore pizzeria del posto. Che il posto può essere stato ovunque. Nel cuore di Milano, di Firenze, di Torino, di Genova, di Treviso, di Bologna, di Pesaro, di Perugia o di Nuoro. O forse era sull’isola d’Elba o all’Argentario o alla Pelosa di Stintino […]

tremilaseicentocinquanta giorni dopo…


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Non capirò tutto. Non capirò tutto ma parliamoci chiaro: dove sta scritto che dovrò capire tutto per forza? In questo duemila e diciotto che inizia la grande novità sarà perciò quella che cercherò meno risposte. Cercherò meno risposte e sarò anche meno prudente. Cercherò di sbagliare strada più spesso senza essere fuori luogo. Cercherò di arrivare in ritardo più spesso senza essere fuori tempo. E poi voglio ascoltare di più. E voglio imparare a farlo meglio. Sì, certo. Ci saranno anche le cose pratiche. Ho ancora un libro da finire (di scrivere). Ho troppi libri da finire (di leggere). Ci […]

Digressione senza senso | 2018 atto primo



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Un nonno gioca a carte con la nipotina sul tavolino del bar. Una ragazza annoiata tiene per mano un ragazzo annoiato. A vederli mi sento un po’ annoiato pure io. Un ragazzino gioca a nascondino da solo. Sulla porta dei bagni c’è un cartello gigante con la scritta “vogliamo lavoro”. La parrucchiera fa i capelli ad una signora del sud. Il marito della signora del sud ci prova con la ragazza del tabacchino. Due camionisti del Campidano si raccontano l’Italia degli automobilisti incapaci vista dall’alto di un tir tra Roncobilaccio e Firenze Nord. Bevono Corona e mi viene il dubbio […]

di quando tutto scorre ma invece non è vero


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Nel cielo sopra Visarno Arena adesso restano solo terra e l’eco infinito di decibel cattivi. I System Of A Down hanno lasciato l’immenso palco del Firenze Rocks da pochi minuti. Attorno a me il brusio lieve di cinquantamila fan che abbandonano un ippodromo che per ore non è stato un ippodromo ma un meraviglioso tempio del rock. In pochi giorni sono passati di quì nomi leggendari della musica. Hanno vibrato con loro le corde vocali di duecentomila persone. Giunte da ogni dove per Radiohead, Placebo, Aerosmith, Eddie Vedder, Prophets of Rage. E poi ancora Samuel, Glen Hansard, Don Broco, Deaf […]

di quella volta a Firenze


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Ogni tanto sento Luigi. Che adesso lavora negli Stati Uniti. Fa il ricercatore all’università di non mi ricordo dove. Ma lui si capiva che aveva la testa che funzionava come si deve. Io invece vedo sempre Laura Puggioni perché abbiamo i figli che vanno nella stessa scuola. Giù al Monte. Però siamo sempre di corsa e ogni volta dice dai vediamoci una sera ma poi lo sai come vanno le cose. E Martina? Ogni volta che la vedo in televisione mi viene in mente quando ci faceva le imitazioni di Renzi e di maestra Luisa. Cazz, era precisa… Io tanto […]

di quella volta che ho incontrato Eleonora



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Arrivo al Porto di Civitavecchia che c’è il sole tipo quello di inizio giugno. Ho finito i contanti e nel terminal non c’è il bancomat. La signora del negozio che vende cazzatine per turisti mi dice che a dire la verità una volta c’era ma che poi quei disgraziati lo hanno tolto. Così se voglio recuperare del contante adesso dovrei uscire di nuovo dal porto e cercare altrove. Ma tra poco si parte e perciò questa cosa non fa. E che quindi in qualche altro modo faremo. Solo che non era questo che volevo dirvi. Volevo dirvi piuttosto che per […]

di quella volta che si sono fidati di me


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L’ospedale era gestito dalle suore. E le suore erano cattive. Sì, vabbè, non sempre. Però spesso erano cattive. Tipo quella volta che io e mamma ti abbiamo portato un piccolo regalo – un giocattolo, era un trenino – e avevamo chiesto alle suore di dartelo per Natale. Che a Natale non ci facevano entrare in ospedale. Perché tu per quaranta giorni dovevi stare in isolamento. Poi quando finalmente ci hanno fatto entrare per qualche minuto – era già la Befana – in quella stanza che sapeva di alcol e di medicine quel giocattolo non c’era. Suor Zitta aveva punito tutti […]

di cose che ho dentro


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Olbia, imbarco Moby. Sono le otto di sera e soffia un vento di grecale che sembra arrabbiato col mondo più del dovuto. Un uomo sulla quarantina arriva trafelato al check in. Parla con l’addetto agli imbarchi a terra. Io sto in auto a pochi metri. Non sento nel dettaglio tutta la conversazione ma capisco che l’uomo ha bisogno di un posto comodo per la sua auto. Che poi la mattina dopo a Livorno vuole essere tra i primi a sbarcare. Sento solo la frase finale: devo portare mio figlio piccolo in ospedale. Che già a me con questa frase mi […]

di quella notte sull’Olbia – Livorno